Cosa faccio

Cosa fa il counselor psicobiologico

Nonostante se ne parli molto la professione del counselor psicobiologico non risulta ancora chiara nelle proprie competenze e da parte degli utenti è addirittura a tratti incomprensibile, non si capisce bene infatti perché ci si dovrebbe rivolgere a questo tipo di professionista.

Partiamo dal primo semplice concetto di base: il counselor psicobiologico non fa diagnosi di patologie, non può, non è un medico!

Perché rivolgersi al Counselor Psicobiologico e non allo Psicologo?

LE DIFFERENZE DI BASE FONDAMENTALI TRA QUELLO CHE FA UN COUNSELOR PSICOBIOLOGICO E QUELLO CHE FA UN MEDICO

Quando ci si rivolge ad un professionista “della mente” (chiamiamolo  così per il momento) solitamente lo si fa per risolvere qualche situazione della propria vita che non va proprio per il meglio. Ecco che sorge immediatamente il dubbio su chi consultare e verso quale professionista sia meglio rivolgersi. Normalmente, le prime figure professionali di riferimento sono lo psicologo, lo psicoterapeuta o lo psichiatra perché le più conosciute a livello medico/scientifico. La domanda quindi sorge spontanea:

Come può il counseling psicobiologico aiutare la persona partendo dal presupposto che non è un’attività di tipo medico e che costui non è uno psicologo, uno psicoterapeuta o uno psichiatra?

Si pensa infatti (erroneamente) che possa essere solo un medico “di tipo psicologico” a sapere cosa fare per risolvere il caso quando qualcosa non va, ma già qui si nota la grande differenza tra“ricerca della malattia” e “ricerca del benessere”.

Purtroppo, ai giorni nostri, si è abituati a pensarla così: “Se c’è qualcosa che non va nella mia vita allora vuol dire che sono malato”. Per forza?
A volte per assurdo, qualcuno preferirebbe essere un malato mentale per ottenere la prescrizione della “pillola magica” che guarisce velocemente (spesso i più desiderati sono tranquillanti, ansiolitici, ecc.) pur di non affrontare con coraggio e consapevolezza la vita! Secondo questa diffusissima visione ci si ritrova, ahimè, ad essere tutti malati di mente anche quando in realtà non lo si è! Che guaio!

Ma è davvero così che ci si deve sentire? Assolutamente NO e, aggiungerei con un grande sospiro di sollievo, meno male!
Questo obsoleto modo di pensare deriva da una mentalità vecchia, quando una volta c’era solo il “dottore” o addirittura il “prete” a darci sostegno nei momenti di difficoltà.

Per fortuna il mondo va avanti e ai giorni d’oggi sappiamo che anche un counselor psicobiologico ha nozioni scientifiche e conoscenze fondate sulla mente umana pur non essendo un medico e, per la tranquillità di tutti, sa anche riconoscere quando invece il medico serve davvero.

La lampante verità che risulta chiara da questa lunga introduzione è che non tutti soffriamo di patologie mentali, anzi, tutt’altro! Fortunatamente c’è un mare infinito che divide i problemi quotidiani della vita della maggior parte delle persone e la patologia vera e propria!

La maggior parte di coloro che vivono momenti dove sia utile fare chiarezza oppure in situazioni di cambiamento, sono da inserirsi (ad esclusione delle eccezioni ovviamente) nella categoria delle persone “normali” che, semplicemente, si trovano in un “temporaneo limbo particolare” da comprendere un po’ più nel dettaglio o in un momento nel quale è necessario prendersi un po’ più cura di se stessi e di ciò che sta succedendo.

Tutto ciò non è necessariamente di competenza psicologica, quindi non si dovrebbe rivolgere il pensiero sempre e solo alla ricerca della malattia (di norma lo si fa perché “se si conosce la malattia si conosce anche la cura” e quindi è più facile risolvere tanti problemi con un solo rimedio!).

A questo proposito, invece, sarebbe molto più utile e costruttivo per tutti orientarsi nell’ottica del miglioramento della qualità della vita, e questo si può iniziare a fare sotto tanti punti di vista. Comprendere quest’ultimo concetto è fondamentale se si sta pensando di rivolgersi a un professionista.

Il counselor psicobiologico è uno studioso appassionato del comportamento e dei processi interiori della persona e si occupa con metodo scientifico del benessere, non della malattia come fanno i medici appunto.

Quindi prima di pensare di essere pazzi, di avere bisogno di una diagnosi, di pensare di avere bisogno di un medicinale per stare meglio, è nettamente più benefico iniziare un percorso interiore di conoscenza di sé, di analisi delle situazioni e dei propri bisogni, di ricerca della consapevolezza, della scoperta del proprio grado di responsabilità nei confronti di sé stessi, degli altri e del contesto in cui si vive, tenendo conto da dove si arriva, della propria cultura, del proprio tipo di personalità.

Se poi il counselor psicobiologico riscontrerà effettivamente la necessità di invitarvi ad andare da un medico lo farà di certo e tempestivamente!

Tutto questo, messo in pratica a livello scientifico risolve situazioni spiacevoli, dubbi, incomprensioni, anni di litigi, frustrazioni, scelte sbagliate, sensi di colpa, ecc!

Quindi è utilissimo sapere, per chi vuole davvero un cambiamento, un percorso ponderato e un risultato duraturo, che tutto ciò che accade e che ci porta a stare male non è sempre malattia, è la vita che costantemente mette alla prova tutti, e il counselor psicobiologico si occupa di questo, della vita, non della malattia.

Silvia Baldi, Counselor Psicobiologico

Professionalità

Attenzione alle truffe

Il counseling psicobiologico non è da confondere con il counseling ad impostazione psicologica o con la psicoterapia. Purtroppo infatti, nel panorama attuale, dove è facile incappare in professionisti di dubbia provenienza, in molti proclamano lo scopo di migliorare la qualità della vita anche quando in realtà vengono praticate abusivamente tecniche di psicoterapia di esclusiva competenza medica.

Da “Che cosa fa e cosa non può e non deve fare il counselor” di Ludovico Gastaldi e Guido A. Morina:
“l counseling è un tipo di approccio terapeutico di esclusiva competenza psicologica. Se applicato alla vita quotidiana e non finalizzato alla cura del disagio psichico, diventa altro, ossia consulenza e formazione al benessere.
Il counseling concepito, organizzato e pubblicizzato come pratica di relazione d’aiuto di impostazione psicologica è ormai, ufficialmente e definitivamente, considerato di competenza esclusiva degli psicologi.
Il tentativo portato avanti dalla fine degli anni ’80, in Italia e in alcuni paesi europei, di accreditarlo come pratica autonoma rispetto a quella psicologica è miseramente fallito di fronte all’evidenza dei fatti: il counseling psicologico è una modalità di approccio alla persona che fa parte del patrimonio culturale, scientifico, professionale della classe degli psicologi.
Il counseling psicologico praticato da persone prive di abilitazione alla professione di psicologo, quindi, è una modalità irresponsabile, scorretta e illegittima di esercizio professionale, perché abusiva.”